Invito alla lettura di: Alexandra Fischer, Il rifugio delle sorgenti, Delos Digital, 2021

UNA BELLA LETTURA FANTASY
Sono molti e notevoli i punti di forza di questo romanzo fantasy. La costruzione del mondo fantastico, innanzitutto: il regno di Heeslaan e quelli vicini sono magistralmente delineati con ottime descrizioni di città, corti e spazi naturali fra rovina, crisi e rinascite. Bellissima è anche la trovata degli uccelli Trova Acqua, che hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della trama. L’ambientazione, molto sapiente, permette ai personaggi un’agevole entrata sul palcoscenico della storia e di conseguenza un’ottima caratterizzazione in corso d’opera. Non ci sono parti pesanti, didascalico-descrittive che appesantiscono tanta letteratura fantasy. I due protagonisti Meurisia e Zardel s’imbarcano in un’avventura ricca di peripezie e di pericoli che tiene il lettore in sospeso e desideroso di procedere nella lettura. La trama è credibile, consequenziale, ben strutturata e avvincente, i personaggi hanno valide motivazioni interne e creano empatia. Per quanto il fantastico e il sovrannaturale siano elementi portanti del genere fantasy l’autrice, che non è certo alle prime armi e si vede, ha il merito di rendere credibile ogni passo della vicenda e particolarmente le azioni dei personaggi, sia quelli positivi che negativi. L’arco di trasformazione dei personaggi, molto giovani all’inizio della vicenda, l’evoluzione dei loro modi di agire e pensare, quindi la loro formazione umana e sentimentale sono altri punti di forza non secondari di questa narrazione. Ciò rende Il rifugio delle sorgenti una lettura adatta sia a un pubblico giovane che meno giovane. Alexandra Fischer dimostra con quest’opera di essere un’autrice notevole in grado di produrre storie di valore e di estrema godibilità indipendentemente dal genere con cui si cimenta, senza mai scivolare in virtuosismi e autocompiacimenti stilistici. Il rifugio delle sorgenti è in grado a mio parere di avvicinare al genere fantasy lettori di tutti i tipi e anche quelli che, come il sottoscritto, non sono grandi appassionati del genere fantasy.

Commenti